Intervento del premier in Aula al Senato per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. Focus su competitività
Giorgia Meloni respinge le etichette che da parte delle opposizioni sono state spesso accostate all’esecutivo. «Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo». I contesti geopolitici e le conseguenze dirette o indirette sulle politiche dell’Italia e dell’UE, dunque, sono stati al centro dell’intervento del premier, oggi in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. «Le tensioni geopolitiche – ha ricordato Meloni, parlando al Senato, che ha approvato le risoluzioni di maggioranza – incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante, sul costo della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere». «Sono dossier diversi», ha proseguito, ma che mostrano «quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre di più sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza», motivo per cui «in questi anni il governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale». E sull’Ucraina, ha ribadito allora Meloni, «la posizione del governo non cambia: sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione». «In questo contesto – ha poi aggiunto – dobbiamo considerare anche l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, una scelta che considero molto rischiosa», «una legittimazione per Mosca, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria». Tuttavia, il primo tema su cui Meloni si era soffermata era stato proprio quello della competitività. Sulla scia di un vertice la scorsa settimana con alcuni paesi partner dell’UE, «insieme al cancelliere tedesco e al primo ministro belga – ha dichiarato Meloni –, ho inviato a Bruxelles tre proposte semplici per facilitare e liberare gli investimenti: corsie prioritarie per i progetti strategici, un vero freno all’eccesso di burocrazia e una riduzione drastica degli obblighi di reporting, soprattutto per le piccole e medie imprese». Tra gli argomenti trattati durante il suo intervento anche il meccanismo degli ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2. «Il nostro mix energetico ha ancora una quota significativa di gas», ha notato Meloni durante il suo intervento in Aula. «Una vulnerabilità che viene da lontano e sulla quale stiamo lavorando, tra le altre cose aumentando le rinnovabili come nessun governo aveva fatto prima di noi e riaprendo la strada al nucleare di nuova generazione, per costruire» un complesso «più sicuro e meno dipendente dall’estero». Investimenti che hanno bisogno di tempo, mentre «le soluzioni servono ora». «Per questo – ha concluso al riguardo – considero molto importante poter indicare una prospettiva concreta che porterebbe benefici in tempi rapidi».