Questione governance
Accanto ai percorsi tradizionali si stanno diffondendo modelli più flessibili, come il microlearning e le Academy di filiera, che favoriscono la collaborazione tra imprese, enti di formazione e territori per costruire ecosistemi capaci di rispondere in modo più efficace ai fabbisogni professionali. La crescita della partecipazione non elimina tuttavia alcuni squilibri strutturali. Il divario generazionale resta significativo: partecipa alla formazione il 18,2% degli under 35, contro il 6,8% degli over 50. Permangono inoltre differenze legate al genere, ai territori e soprattutto alla dimensione aziendale. Circa il 70% delle grandi imprese investe infatti nella formazione dei propri dipendenti, mentre la quota scende a meno di un terzo tra le microimprese. Tra le indicazioni emerse dal Rapporto figura la necessità di consolidare una governance partecipata tra Ministero del Lavoro, Fondi Interprofessionali e parti sociali, con l’obiettivo di allineare sempre più la programmazione della formazione ai fabbisogni espressi dal sistema produttivo. In questo quadro si inseriscono il Decreto 115/2024, che estende ai Fondi interprofessionali le attività di individuazione e validazione delle competenze, e le nuove Linee guida che ampliano il loro raggio d’azione, consentendo di raggiungere nuovi destinatari e di attivare ulteriori risorse. Parallelamente il Ministero sta sviluppando strumenti di Labor Market Intelligence e il Fascicolo Socio Lavorativo, destinati a rendere sempre più personalizzati gli interventi di politica attiva.