È stata premiata «per promuovere la pace e il diritto internazionale»

Il Comitato Nobel norvegese ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay. Come spiegato durante la proclamazione ufficiale, il riconoscimento le è stato conferito per l’eccezionale coraggio e l’integrità dimostrati nel corso della sua carriera nel contrasto ai crimini di guerra e nella difesa dei diritti umani. «Se applaudite un po’ più forte, forse dividerò il premio con Trump», ha commentato Pillay, scherzando, una volta raggiunta dalla notizia, secondo un video pubblicato sui social da Agnès Callamard, segretaria della ong Amnesty International. Nata a Durban nel 1941, è stata la prima donna non bianca ad aprire uno studio legale nella provincia di Natal e ad accedere all’Ordine degli avvocati in Sudafrica durante l’apartheid. Nel 1995 è stata nominata giudice del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, di cui è diventata presidente, firmando sentenze storiche come il riconoscimento dello stupro di guerra quale atto di genocidio. Dal 2003 al 2008 Pillay è stata una giudice della Corte penale internazionale (ICC), il tribunale internazionale. «Oggi, mentre questi giudici sono sottoposti a sanzioni e le loro istituzioni attaccate, abbiamo bisogno di persone con coraggio, visione e determinazione: qualità che Navi Pillay dimostra nel suo lavoro alla sbarra», ha osservato il presidente del Comitato Nobel norvegese, Jørgen Watne Frydnes, nelle motivazioni. Dal 2008 al 2014, infine, “Navi” ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Nel premiarla, il Comitato ha sottolineato come il suo lavoro decennale a tutela delle vittime dei conflitti armati rappresenti un contributo fondamentale per la giustizia internazionale e l’applicazione delle norme umanitarie. «È la paladina dei perseguitati, dei vulnerabili, di chi non ha voce e degli emarginati. È la paladina dello Stato di diritto contro il diritto della forza. In un mondo che ha bisogno di giustizia più che mai, il suo coraggio e la sua lucidità morale sono una bussola preziosa», è stato il commento della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affidato a un post pubblicato su X.