È per il suo ruolo chiave nell’osservatorio IceCube e la scoperta dei neutrini ad alta energia provenienti dallo spazio profondo

Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato al fisico belga Francis Halzen per il suo ruolo pionieristico nell’osservatorio IceCube e per la scoperta dei neutrini ad altissima energia provenienti dallo spazio profondo. Nato nel 1944 e docente all’Università del Wisconsin-Madison, Halzen ha guidato la realizzazione del più imponente telescopio per neutrini mai costruito, situato sotto il ghiaccio della stazione antartica Amundsen-Scott al Polo Sud. IceCube utilizza un chilometro cubo di ghiaccio antartico, situato tra 1.500 e 2.500 metri di profondità, come mezzo di interazione. All’interno di questa struttura sono immersi oltre 5.000 sensori ottici progettati per catturare la tenue luce blu (radiazione Čerenkov) emessa quando un neutrino interagisce con i nuclei atomici del ghiaccio. Poiché queste particelle prive di carica elettrica viaggiano in linea retta senza essere deviate dai campi magnetici o assorbite dalla materia, rappresentano messaggeri diretti degli eventi cosmici più remoti. Sotto la guida scientifica di Halzen, nel 2013 la collaborazione IceCube ha rilevato per la prima volta neutrini ad alta energia di origine extragalattica. Nel 2018, il progetto ha ottenuto un altro risultato fondamentale correlando l’arrivo di un neutrino con la posizione del blazar TXS 0506+056, un buco nero supermassiccio distante quasi 4 miliardi di anni luce, confermando che questi oggetti sono sorgenti di raggi cosmici ad alta energia.