Rischi psicosociali e cattiva organizzazione del lavoro incidono sulla persona
Il burnout non costituisce un fenomeno riconducibile esclusivamente alla sfera individuale o psicologica del lavoratore o della lavoratrice, né può essere adeguatamente fronteggiato mediante un approccio limitato all’assistenza terapeutica della persona già esposta a una condizione di grave disagio. Esso rappresenta, piuttosto, una delle manifestazioni più evidenti di un insieme di rischi psicosociali derivanti dalle modalità di organizzazione, gestione e distribuzione del lavoro. Carichi eccessivi o irragionevoli, pressione temporale, turnazioni incongrue, insufficienza degli organici, prolungata indisponibilità al recupero psicofisico, scarsa autonomia decisionale, precarietà, isolamento professionale, conflittualità organizzativa, leadership inadeguata, molestie, violenza, mobbing e difficoltà di conciliazione tra vita professionale e vita personale possono concorrere, secondo intensità e combinazioni differenti, alla genesi di condizioni di stress cronico e, nei casi più gravi, di esaurimento psicofisico. Ne consegue che la questione del burnout deve essere collocata all’interno della più generale disciplina della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, senza tuttavia confondere categorie scientifiche e giuridiche differenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) qualifica il burnout, nella undicesima revisione della Classificazione Internazionale della Malattia (International Classification of Diseases ‘ICD-11), come un fenomeno occupazionale derivante da stress cronico sul luogo di lavoro non adeguatamente gestito. Non si tratta, dunque, di una generica condizione di disagio psicologico, bensì di una sindrome riferita specificamente al contesto lavorativo. Sul piano della ricerca e della rilevazione statistica, tuttavia, le principali indagini internazionali misurano più frequentemente categorie più ampie e non consentono, pertanto, di tradurre automaticamente tali percentuali in un numero di lavoratori formalmente classificabili come affetti da burnout.