291mila occupati in più su base annuo, mentre si riduce la forbice dell’inattività
L’aspetto più interessante che deriva dalla lettura dell’ultimo report di Istati sul mercato del lavoro in Italia è lo scivolamento dall’inattività alla disoccupazione, a dimostrazione di come sempre più persone, attratte dalle possibilità offerte dalla imprese, iniziano a cercare una occupazione, magari dopo un lungo periodo di marginalità. I dati di agosto, rispetto a quelli del mese precedente, segnano, infatti, una sostanziale stabilità sul versante degli occupati, con 24 milioni e 352mila persone che lavorano alle dipendenze o in autonomia, evidenziano un calo degli inattivi di 21mila unità. Su base annuale, la riduzione degli inattivi è di 381mila unità, una contrazione consistente che si lega, evidentemente, al grande tema della difficoltà delle imprese a trovare personale da impiegare in immediatamente. Anno su anno, gli occupati sono cresciuti di 291mila unità, con il tasso di occupazione al 63%, mentre, sul versante della disoccupazione, il tasso è al 6,2%, con un milione e 591mila unità. Le dinamiche del mercato del lavoro rientreranno, sicuramente, nella valutazioni sulla prossima legge di bilancio. I sindacati, in particolare, ribadiscono l’importanza di assicurare un pacchetto di incentivi alle assunzioni stabili, ma anche di rafforzare gli strumenti di politica attiva. In questo senso, si segnala l’evento di presentazione della Scuola nazionale delle politiche attive.