Reggio Calabria, il “campo larghissimo” «non si è neanche avvicinato al centro destra»

Se non è del tutto corretto parlare di vittoria o, comunque, inneggiare ad essa, di fronte ad una affluenza che è stata del 22,34%, le suppletive per la Camera nel collegio elettorale di Reggio Calabria hanno dimostrato molte cose e tutte a sfavore del centrosinistra e/o campo largo. Se non primo, preponderante motore della cassa di risonanza e della polarizzazione che si è addensata intorno alla figura dell’ex Generale Roberto Vannacci e del suo Futuro nazionale. Anche se tradizionalmente le elezioni suppletive non trascinano orde oceaniche alle urne, è altrettanto vero che è stato lo stesso Vannacci, forte della sua strabordante presenza mediatica, della sua presenza regolare nei principali talk show politici di reti pubbliche e private, nelle quali le sue apparizioni registrano alti tassi di ascolto, accendendo forti dibattiti, a spararla molto grossa nel definire quelle di Reggio Calabria per un seggio in Parlamento come «la nostra Sassonia», riferendosi chiaramente alla vittoria (inaspettata?) di Afd alle elezioni avvenute nel Land tedesco. E chissà, magari, volendo agitare il ricordo dei famosi Moti di Reggio del 1970 e 1971.
Fatto sta che la strategia comunicativa, evidentemente, non ha funzionato. Essendo il centro sinistra o il campo largo da mesi impegnato ad agitare quotidianamente gli spettri che aleggiano intorno alla figura dell’ex Generale Vannacci, pur di spaventare il proprio elettorato stanco e portarlo a votare, ha direttamente e indirettamente fatto il gioco di Vannacci contro il centrodestra, alimentato il fuoco che, però, ha funzionato da cassa di propaganda a vantaggio di cosa esattamente non si sa. Diventato fenomeno mediatico, ma non ancora politico, Vannacci ha portato a casa il 10,94%. Fabio Roscioli, del centrodestra, è il nuovo deputato eletto con il 51,02% dei voti, mentre Frank Benedetto, espressione del campo larghissimo che partiva dai 5 Stelle e arrivava fino a Italia viva, ha conquistato solo il 36,59%. Se, ripetiamo, non è una schiacciante vittoria per il centrodestra, è sicuramente una schiacciante sconfitta per il Generale e per il campo larghissimo, che, come ha avuto modo di far notare il vicepremier Matteo Salvini, «tutto insieme non si è neanche avvicinato al centrodestra».