Effetti positivi sui conti pubblici, ma anche sui diritti di lavoratori e lavoratrici

L’attività di contrasto al fenomeno del sommerso, che vede il sindacato fortemente impegnato su più fronti, comincia a dare i suoi frutti, con un sensibile incremento delle entrate fiscali e contributive. Se, nei giorni scorsi, l’attenzione si è concentrata sui numeri presentati da Itinerari Previdenziali e Censis, contenuti in due ricerche presentate in occasioni di eventi promossi dal Cida e da Confcooperative, nelle ultime ore hanno suscitato interesse i primi risultati derivanti dall’allineamento fra scontrino fiscale e Pos. L’obbligo di collegamento fra registratori telematici e pagamenti elettronici ha fatto emergere una base imponibile di tutto rilievo. Dall’inizio dell’anno, è emerso un imponibile di 11,8 miliardi di euro, di cui 2,7 miliardi soltanto fra luglio e agosto. Accanto agli interventi sul versante del fisco, prosegue l’attività di recupero dell’evasione contributiva. Con il nuovo anno, dopo una intensa fase di confronto con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali, sono entrate in vigore i primi Isac, vale a dire l’indicatore sintetico di affidabilità contributiva. I primi settori interessati sono i servizi alberghieri e il commercio all’ingrosso. In questi giorni, il sistema, ancora sperimentale, verrà allargato ad altri sei settori produttivi, alcuni dei quali di grande impatto, come bar e riparatori auto, con migliaia di attività.