Carburanti: dopo il tetto Eni, arriva quello dell’IP
In molti erano perplessi, rispetto alla decisione di Eni, che entra in vigore da oggi, di mettere un tetto al prezzo (price cap) dei carburanti. Ora anche Ip si impegna a calmierare i costi. Tra i giornali “di opposizione” è tutto un contestare – «…ma l’effetto sulla media nazionale dei prezzi è minimo: meno di 1 cent/litro», scrive oggi Il Fatto Quotidiano – o un “retroscenare” come Eni sia arrivato a tale decisione. Tutto nasce dal fatto che prima c’è stato l’annuncio di Eni e poi il ringraziamento del presidente del Consiglio «per l’importante iniziativa». Cosa ci sarebbe di male, anche in una iniziativa “sotto banco” da parte di chi è alla guida di un governo, affinché un intero Paese non di fermi a causa del prezzo insostenibile dei carburanti? È chiaro che non basta una sola iniziativa e non basta una iniziativa temporanea, ma intanto si è, si spera, avviato un circuito virtuoso. Il price cap di Ip è in linea con quello di Eni e i prezzi, secondo quanto si apprende, sono applicati anche su alcune stazioni di servizio autostradali.
Tra le proteste, c’è anche qualche segnale positivo: il coordinatore del Comitato Autrasportatori siciliani, Salvatore Bella, ha annunciato che, dalle 00.01 di venerdì 16 ottobre fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre, ci sarà il fermo dell’autotrasporto in Sicilia, mentre Confimprenditori dichiara di condividere la protesta degli agricoltori calabresi, degli autotrasportatori siciliani e dei pescherecci. Aggiungendo, tuttavia, che «siamo stati la prima associazione a chiedere un price cap equo sui carburanti. Dopo settimane, l’Eni ha recepito la nostra proposta, ma non basta: il prezzo è ancora troppo alto». Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni.