La Ragioneria generale dello Stato aggiorna i requisiti legati sull’aspettativa di vita

In attesa della legge di bilancio, che potrebbe cambiare le carte in tavola, inserendo delle modifiche alla disciplina vigente, la Ragioneria generale dello Stato aggiorna i numeri relativi dei requisiti per andare in pensione nel suo Rapporto annuale sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario. Come noto, la disciplina vigente prevede un meccanismo di adeguamento automatico dei requisiti anagrafici e contributivi alla cosiddetta aspettativa di vita, un meccanismo che, però, è stato in parte sterilizzato con l’ultima legge di bilancio che ha rinviato al 2028 i tre mesi pieni di incremento (nel 2027, l’incremento è di un mese, più altri due l’anno successivo). In assenza di interventi correttivi, nel 2029 saranno necessari tre mesi in più rispetto al 2028. L’incremento a seguire, due mesi in più, è calendarizzato per il 2031. A conti fatti, nel 2029 si potrà uscire con 67 anni e sei mesi, mentre nel 2031 con 67 anni e otto mesi. Per la pensioni anticipata, che poggia sui contributi versati, serviranno 43 anni e quattro mesi nel 2029 e 43 anni e sei mesi nel 2031 per gli uomini; un anno in meno per le donne. Numeri che, però, non tengono conto di possibili riforme che potrebbero intervenire nei prossimi mesi o anni. Il sottosegretario Claudio Durigon ha parlato di uno studio su una possibile uscita a 64 anni con costi sostenibili per le casse Inps.