Timidi segnali di miglioramento, ma i numeri rimangono sempre troppo alti
Crescono le denunce di infortunio, ma diminuiscono gli incidenti mortali. È questo, in sintesi, il contenuto della Relazione annuale dell’Inail sul fenomeno infortunistico nel nostro Paese, relativamente al 2025. Il documento, è bene precisare, fornisce una fotografia amministrativa del fenomeno infortunistico con riferimento alle pratiche gestite direttamente dall’Inail che non esauriscono il complesso degli incidenti sul lavoro. Nel complesso, le denunce di infortunio sono state circa 600mila, in crescita dell’1,2% rispetto al 2024. Di queste, 519mila hanno riguardato lavoratori e lavoratrici dipendenti, mentre circa 81mila hanno riguardato studenti. Si ricorda che il 2025 ha anche segnato il consolidamento della copertura assicurativa nelle scuole di ogni ordine e grado. Rispetto ai casi mortali, l’Inail ha raccolto 1.198 denunce; nel 2024, erano state 1.239, per cui il calo è stato del 3,3%. Nello specifico, gli infortuni mortali di lavoratori sono stati 1.189; in valori assoluti, il calo è stato di 37 unità. Riduzione anche per gli infortuni mortali fra gli studenti, scesi da tredici a nove. Il quadro resta sempre molto critico, come evidenziato dagli stessi sindacati. L’Ugl, impegnata in queste settimane in una mobilitazione in vista della prossima Legge di bilancio, è tornata a chiedere investimenti mirati su formazione, addestramento e dispositivi di protezione individuale.