Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha commentato i dati dell’Istat sul deficit. «Non sarà questo 0,1 a limitare la nostra voglia di investire»

«So che i colleghi giornalisti oggi in Italia saranno impegnati nel commentare lo 0,1, perché per lo 0,1 l’Italia non esce dalla cosiddetta procedura di infrazione. È surreale nel 2026 che la seconda potenza industriale d’Europa, la quinta potenza esportatrice al mondo, debba dipendere da meccanismi e logiche dello “zero virgola” per capire se può o non può investire nel suo futuro». Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato i dati dell’Istat sul deficit del 2025 al 3,1% del Pil, che allontana l’Italia dall’uscita della procedura d’infrazione UE. Nonostante gli attacchi immediati delle opposizioni, da Giuseppe Conte al Pd, Salvini ha voluto assicurare, parlando in collegamento alla relazione annuale dell’Autorità di regolazione dei trasporti al Parlamento, che «non sarà questo 0,1 a condizionare o a limitare la nostra voglia di investire, di innovare, di modernizzare, di mettere in sicurezza, con l’accompagnamento e la supervisione sempre attenta». Concetto ribadito anche in un punto stampa a Berlino, dove ha partecipato a InnoTrans, la principale fiera internazionale dedicata al trasporto ferroviario e alla mobilità. «Noi – ha detto il ministro, ripreso dalle agenzie di stampa – dobbiamo affrontare una legge di Bilancio che punta su investimenti, sviluppo e futuro. Non mi interessa commentare lo “zero virgola”, i francesi sono oltre il 5%, di cosa stiamo parlando?».