di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Quasi tutti speravano nell’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo. Ma non c’è da disperarsi

La differenza, il famigerato “zero virgola uno”, è più politica che economica. Lo speravano tutti – tranne quelli dall’opposizione che amano mettere il loro stesso Paese in ridicolo o nei guai – che l’Italia potesse uscire anticipatamente dalla procedura per deficit eccessivo, pur sapendo che non sarebbe stato al 100% possibile. Infatti, l’Istat ha diffuso, oggi, l’attesissimo dato del 2025 sul rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil, che, purtroppo, è rimasto invariato al 3,1% rispetto alle stime di aprile scorso. Il nostro Paese, quindi, resta nella procedura per deficit eccessivo per uno “zero virgola uno”, ma potrà uscirne nel 2027, come dichiarato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Punto dolente, il governo è in fase di preparazione della manovra di bilancio 2027 e la mancata uscita dalla procedura per deficit eccessivo complica la sua stesura. Nonostante ciò, il coraggio, nella coalizione di centrodestra, non manca e, soprattutto, non può mancare.
Da un punto di quantitativo, la differenza tra restare nella procedura per deficit eccessivo per uno “zero virgola” e uscirne per uno “zero virgola” è minima. Tuttavia, nella elaborazione della Manovra 2027, restano dei paletti che sono sia la traiettoria di rientro sia i vincoli sulla spesa netta imposti dall’UE, vincolanti e calibrati sul medio termine e senza sconti automatici di magnitudo rilevante per il solo 0,1%.
Ciò significa che bisognerà avere molto coraggio, perché un fatto è certo: la crescita diventa ancora più fondamentale, visto che una delle cause più rilevanti della procedura per deficit eccessivo sta proprio nella stagnazione economica, nei tassi di crescita reale troppo ridotti. Nel contesto attuale, con un’inflazione al galoppo che ha superato il 3% e con l’instabilità geopolitica, particolarmente nello Stretto di Hormuz, dalla quale consegue un prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” pari a 2,156 euro/l per la benzina e 2,340 euro/l per il gasolio, non si può vivacchiare né ritirare in remi in barca. Allora dobbiamo concentrarci sul segnale positivo che c’è – sempre l’Istat che ha rivisto al rialzo il tasso del Pil nel 2025 al +06% – facendo andare la manovra nella direzione già indicata dall’UGL: un “Patto per il Lavoro” tra Governo, imprese e lavoratori, con l’obiettivo di mettere al centro della manovra e dell’azione dell’esecutivo la crescita dei salari, la competitività industriale e lo sviluppo del Paese.