I casi di indebito utilizzo dei permessi da parte di lavoratori e lavoratrici dipendenti

Con la circolare 100/2026, l’Inps torna sulla questione dell’utilizzo dei permessi di legge riconosciuti dalla legge 104/1992. Tale norma, come noto, prevede delle agevolazioni, sotto forma, appunto, di ore retribuite, in caso di disabilità, sia con riferimento alla persona disabile sia relativamente ai familiari che garantiscono l’assistenza. La circolare, nello specifico, è destinata a chiarire cosa accade in caso di indebita fruizione dei permessi. La legge 104/1992 riconosce tre giorni di permesso al mese, che, per effetto delle riforme e di alcune sentenze intercorse nel frattempo, che hanno portato al superamento del concetto del “referente unico di assistenza”, possono anche essere fruiti in maniera alternativa fra i vari familiari che assistono. Le casistiche sono quindi due. Nel primo caso, sommando le giornate di astensione, due o più familiari superano il tetto dei tre giorni complessivi. Fermo restando il numero massimo di giornate, il recupero avverrà sugli ultimi che hanno fruito. Per fare un esempio, se le giornate fruite sono state quattro, il recupero avviene sul familiare che ha utilizzato la quarta giornata. La seconda casistica è quella di una fruizione in simultanea, cosa non ammessa in quanto nella norma si parla di “utilizzo in alternativa”. In questo secondo caso, il recupero è in quota parte per ognuno dei fruitori. La circolare del 18 settembre è disponibile sul sito dell’Inps