di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Secondo quanto riportato oggi da Milano Finanza, dopo la misura sul bollo auto, il Governo starebbe anche valutando un provvedimento da varare prima della legge di Bilancio volto ad alleggerire l’Irpef sulla tredicesima. Un possibile intervento sulla tassazione della mensilità aggiuntiva di dicembre rappresenterebbe senza dubbio una misura vantaggiosa, perché andrebbe nella direzione di una progressiva riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente, particolarmente importante in un frangente di rincari come quello attuale. Ridurre il prelievo significherebbe, infatti, intervenire concretamente sul reddito disponibile, con possibili effetti positivi anche sulla domanda interna e, per questo, sarebbe un altro passo nella direzione giusta. Per conciliare la riduzione della pressione fiscale sulla tredicesima con la sostenibilità della finanza pubblica, l’ipotesi attuale sarebbe quella di un primo intervento rivolto ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 15 mila euro e un’imposta sostitutiva al 15%, dal costo stimato in circa 500 milioni di euro, al quale potrebbe seguire, in un percorso graduale di riduzione della tassazione, nell’ambito della manovra finanziaria, una soluzione più ampia, con l’aliquota ridotta al 10% e una soglia di reddito più elevata. È proprio l’ampliamento della platea a rappresentare uno degli aspetti più rilevanti della questione: una misura circoscritta ai redditi più bassi avrebbe un impatto necessariamente limitato sulla generalità dei lavoratori, mentre l’obiettivo dovrebbe essere quello di restituire progressivamente maggiore potere d’acquisto alle retribuzioni comprendendo fasce di reddito maggiori e una fetta più ampia del cosiddetto “ceto medio”. Sarà quindi fondamentale la definizione dei criteri di accesso e l’auspicio è che, compatibilmente con le risorse disponibili, la platea dei lavoratori interessati possa essere ampliata il più possibile, evitando che il beneficio resti confinato a una fascia troppo ristretta, anche aprendo un confronto con le parti sociali. Il dialogo con le organizzazioni sindacali può contribuire, infatti, a individuare le soluzioni più efficaci, valutando l’impatto delle diverse opzioni e le priorità di intervento, ricordando che la tredicesima non è un elemento marginale del reddito da lavoro, ma per molti dipendenti costituisce una risorsa decisiva per affrontare le maggiori spese di fine anno, sostenere i consumi o rafforzare la capacità di risparmio delle famiglie. La detassazione della tredicesima potrebbe dunque rappresentare un ulteriore tassello di una strategia più ampia di riduzione del cuneo fiscale e di sostegno ai redditi da lavoro. L’obiettivo deve essere chiaro: fare in modo che una quota crescente della ricchezza prodotta attraverso il lavoro rimanga nelle buste paga, rafforzando il potere d’acquisto delle famiglie e riconoscendo concretamente il valore del lavoro.