È un rally: prezzi energia sempre più in alto
Sempre più in alto vola il prezzo dei beni energetici. Basti pensare al valore dell’indice IGI (Italian Gas Index) che per il 15 settembre è pari a 85,58 euro/MWh (al 14 settembre era a 82,02 euro/MWh), mentre il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service”, lungo la rete stradale nazionale, è pari a 2,120 euro/l per la benzina e 2,231 euro/l per il gasolio. Peggio, ovviamente, sulla rete autostradale, dove il prezzo medio self è di 2,212 euro/l per la benzina e 2,313 euro/l per il gasolio.
Tutto e tutti ne risentono. Le Borse europee, nella seconda parte della giornata, sono riuscite a ridurre i cali generati in mattinata dalle tensioni in Medio Oriente e dal conseguente rally dei prezzi dell’energia, che alimenta le preoccupazioni per uno scenario inflazionistico già critico. Anche i rendimenti obbligazionari hanno continuato a salire, raggiungendo massimi pluriennali e pesando ulteriormente sulle valutazioni azionarie e sul sentiment degli investitori.
«Quello del prezzo dei carburanti è un tema di fondamentale importanza sul quale ovviamente andrà fatto un intervento selettivo, perché chiaramente bisogna cercare anche di andare alle origini delle cose», ha dichiarato il ministro per le Politiche di Coesione, Tommaso Foti. «Non dico che avremmo avuto prezzi decisamente più bassi, ma chiudere 35 raffinerie su 35 in Europa significa consegnare l’attività di raffinazione del greggio al di fuori dell’Europa e, quando poi ne hai bisogno, evidentemente il prezzo lo fa chi ha l’asset in mano e non chi, invece, ne ha bisogno».