Sì di Palazzo Madama con 113 sì, 71 no, 2 astenuti. Il testo ora torna alla Camera. Casellati: «Ottimista, non vedo scogli»

Con 113 sì, 71 no, 2 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato oggi – tra le proteste delle opposizioni – la riforma elettorale, che ora dovrà tornare alla Camera in terza lettura. Cosa prevede la nuova legge? Il sistema resta proporzionale, ma introduce un premio per chi vince: se una coalizione supera il 42% dei voti sia alla Camera sia al Senato, ottiene seggi aggiuntivi (70 deputati e 35 senatori), ma è previsto un limite massimo (220 seggi alla Camera e 113 al Senato). Se nessuno raggiunge quella soglia, i seggi vengono distribuiti in modo proporzionale. Ogni lista dovrà indicare il proprio candidato premier. Per scegliere i parlamentari si potranno indicare fino a tre candidati, ma i capilista (bloccati) avranno comunque la precedenza. Il timing ora prevede che la legge torni a Montecitorio il 28 settembre, con l’obiettivo di giungere al via libera definitivo per la metà di ottobre (difficile, dunque, pensare a nuove modifiche al testo), prima, cioè, che venga avviata la sessione di bilancio. Intervenuta a “Start”, su Sky Tg24, il ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è detta ottimista sull’approvazione della legge elettorale anche alla Camera, concetto che ha poi ribadito ai giornalisti («Non vedo nessuno scoglio», le parole riprese dalle agenzie di stampa), dopo il voto di Palazzo Madama.