Le forze di governo concordi nel tagliare le tasse sul lavoro degli under 30
In attesa dei testi ufficiali, che non arriveranno prima della seconda metà di ottobre, cominciano a trapelare le prime indiscrezioni e, soprattutto, le prime valutazioni finanziarie. L’ipotesi di detassare gli stipendi dei giovani avrebbe un costo stimato fra i 600 e i 700 milioni. A tale cifra, si arriva applicando una aliquota sostitutiva del 5%, come indicato dallo stesso ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, che ha, però, chiarito che si tratta di una misura allo studio e che potrebbe interessare la parte incrementale degli stipendi. Il modello è il medesimo di quello applicato per gli aumenti contrattuali, introdotto in via sperimentale per l’anno in corso. Come per ogni intervento sull’Irpef, il legislatore è tenuto ad individuare una copertura, al netto del fatto che poi larga parte del maggiore reddito ritorna sotto forma di consumi, favorendo così le economie locali, e di Iva, e, quindi, nelle casse dello Stato. Avrebbe, invece, un costo maggiore l’estensione dell’aliquota sostitutiva a tutto lo stipendio. In questo secondo caso, si andrebbe ad applicare la cosiddetta flat tax sul modello di quanto già avviene per il lavoro autonomo. Molto, però, dipende dal punto in cui si fissa l’asticella, considerando sempre che i salari di ingresso dei giovani sono, mediamente, più bassi rispetto a quelli dei colleghi più anziani. Ogni ragionamento dipende, comunque, dalle risorse disponibili.