di Francesco Paolo Capone
Nell’avvio del nuovo anno scolastico, mi piacerebbe, da padre e da sindacalista, contribuire a suscitare nelle studentesse e negli studenti italiani la consapevolezza di quanto sia importante e determinante quello che si apprestano a iniziare. La Scuola è importante e lo sarà ancora di più, nella fase attuale e, in prospettiva, alla luce delle profonde trasformazioni tecnologiche e produttive e di fronte alle epocali sfide con cui il mondo intero si sta misurando: difesa, ambiente, energia. La Scuola è il principale strumento di mobilità sociale, che, in quanto tale, deve offrire a ogni giovane la possibilità di costruire il proprio futuro, come sancito dall’articolo 34 della Costituzione, premiando il merito, valorizzando talenti e capacità.
Ci sarà tanto bisogno di voi, care ragazze e ragazzi, ma di voi formati e specializzati adeguatamente. Così come c’è bisogno di proseguire sulla strada intrapresa dall’attuale governo, come hanno certificato i dati Ocse PISA, secondo i quali i quindicenni italiani hanno ottenuto punteggi in scienze e matematica superiori alla media OCSE, sorpassando in vari ambiti Paesi come Stati Uniti, Francia e Germania. Dunque, l’istruzione va continuamente rafforzata e i ragazzi accompagnati verso i lavori emergenti, investendo sulle discipline STEM, sulla cultura digitale e sulla conoscenza delle nuove tecnologie. Punto di riferimento essenziale per famiglie e studenti, da una parte, e governo, dall’altra, è il Bollettino Excelsior di Unioncamere sia per conoscere il “fabbisogno” delle aziende italiane in termini di risorse umane sia per comprendere quale territorio, direi quasi sterminato, di opportunità si può aprire di fronte a chi si è adeguatamente formato. Secondi il Report Cnel-Unioncamere, in 46 casi su 100 le imprese italiane riscontrano una netta difficoltà a reperire o a coprire sul mercato i profili professionali desiderati. Dunque, si fatica a trovare nel 46% dei casi “il lavoratore giusto”, percentuale che oscilla, a seconda dei periodi e dei mesi esaminati, tra il 44% e il 46% delle assunzioni programmate.
“Guarda caso”, la criticità maggiore riguarda le competenze tecniche specializzate, le professioni STEM e le figure con requisiti digitali o tecnico-artigiani mirati. Secondo uno studio diffuso oggi e realizzato da Deloitte Economics su incarico del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Unione Matematica Italiana, la ricerca matematica in Italia sul fronte occupazionale rappresenta 2,7 milioni di posti sostenuti direttamente, 3,2 milioni quelli legati all’impatto indiretto e 2,5 milioni quelli indotti. Insomma, la Scuola non dà soltanto un pezzo di carta, è un’assicurazione sul futuro!