Droni russi minacciano treno passeggeri tra Ucraina e Polonia. «Provocazione»

Sarà “soltanto” una provocazione, ma la paura c’è. È «un messaggio al mondo occidentale», così ha definito l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo all’European Arctic Summit, a Rovaniemi, in Finlandial, il raid russo avvenuto ieri contro un treno al confine fra Ucraina e Polonia. Su quello stesso binario, e nello stesso momento in cui un drone a reazione si è abbattuto su una locomotiva, stavano viaggiando due treni colmi di personalità diplomatiche, tra i quali l’ex premier Boris Johnson, ex ministri, ufficiali di intelligence e consiglieri dell’Unione europea. Tutti di ritorno da Kiev, dove sabato hanno partecipato alla 22° edizione della “Yalta european strategy”, la conferenza sulla sicurezza nota con l’acronimo Yes. Tra di loro l’italiano Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni.
Ecco perché, da ieri, tutte le cancellerie europee sono in fibrillazione. La lettura che è stata data a tale operazione è prettamente “diplomatica”, nel senso che, secondo i più, si è trattato di una «provocazione» attraverso la quale Putin ha inteso inviare un messaggio a Bruxelles. «Credo che l’intento fosse chiaramente quello di dissuadere i Paesi occidentali dal sostenere l’Ucraina o dal recarvisi per manifestare solidarietà», ha detto ancora Kallas. Da parte nostra, «dobbiamo dimostrare di essere al fianco dell’Ucraina e di non lasciarci intimidire, perché altrimenti la Russia otterrà esattamente ciò che vuole: la sottomissione dell’Ucraina», ha sottolineato.
Per il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa insieme al premier sloveno, Janez Jansa, «la Russia è in difficoltà in Ucraina», «l’attacco di ieri dimostra quanto Putin sia diventato disperato». Il ministro degli esteri francese, Jean-Noel Barrot, sostiene che gli attacchi russi in Ucraina, mirano a «dividere» e «intimidire» gli alleati europei di Kiev. Da parte del ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, su X è arrivato un messaggio più duro: «In caso di aggressione russa alla Nato, grazie alla nostra superiorità aerea, l’aviazione della parte europea della Nato sarebbe in grado, anche senza la partecipazione degli Stati Uniti, di distruggere metà delle raffinerie russe più velocemente di quanto sta facendo l’Ucraina». A buon intenditor!