Botta e risposta Conte-Schlein sul sostegno a Kiev. Il leader M5s: «No all’invio di armi a gogo». E sullo sfondo riemerge Beppe Grillo…

C’è uno spauracchio che agita le acque, già abbastanza tormentate, del campo largo: il capitolo Ucraina. La spaccatura nel centrosinistra sul delicato dossier è evidente ancor prima di delineare il perimetro della coalizione, o ipotizzare un programma condiviso. Da un lato c’è la segretaria dem, Elly Schlein, che afferma alla chiusura della Festa dell’Unità a Reggio Emilia che «abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di Putin», pur “invocando” un’iniziativa diplomatica a livello europeo. Dall’altro c’è invece il leader del M5s, Giuseppe Conte, il quale prima di Schlein aveva dettato una condizione che di fatto pesa come un macigno. «È chiaro – aveva detto l’ex premier alla festa del Fatto Quotidiano in Versilia – che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo, perché non può essere che domattina, vinca Schlein o addirittura un altro candidato, e a quel punto si mandano a gogo armi a Kiev per un’escalation militare, che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno. Questo, lo ripeto, va preventivamente chiarito e precisato». Un botta e risposta che lascia pochi dubbi sulle divisioni interne alla possibile alleanza. Mentre all’orizzonte, stando alle indiscrezioni dei giornali, Beppe Grillo punta allo sgambetto a Conte, con un’ipotetica lista «a sinistra del campo largo», pronta a erodere consensi al centrosinistra. Se ne saprà qualcosa di più, forse, quando il 21 settembre sarà online la prima puntata della nuova stagione del podcast di Fedez e Mr Marra, con ospite proprio Grillo.