Inclusione a tutto tondo
Negli ultimi mesi, è cresciuta l’attenzione delle persone con disabilità e delle loro famiglie sul cosiddetto “progetto di vita”. Non si tratta di un concetto nuovo, in quanto già nella legge 328/2000, la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, si parlava di progetti individuali, ma che assume ora un maggiore rilievo alla luce delle novità normative intercorse negli ultimi anni. L’articolo 8 della legge 328/2000 fa riferimento alle persone con disabilità, come individuate dalla legge 104/1992, le quali possono richiedere l’elaborazione del progetto di vita, previsto all’articolo 2, comma 2, lettera c, della legge 227/2021. Tale legge contiene una delega al governo in materia di disabilità che, nel caso specifico, dispone che il progetto di vita sia individuale, personalizzato e partecipato sulla base di una valutazione multidimensionale della persona. Altro elemento caratterizzante è dato dal monitoraggio degli effetti nel tempo. Il progetto di vita è funzionale all’individuazione dei sostegni e degli accomodamenti ragionevoli, utili a garantire l’effettivo godimento dei diritti e delle libertà fondamentali. Il legislatore insiste sulla possibilità di scegliere, in assenza di discriminazioni, il luogo di residenza e una adeguata soluzione abitativa. Il quadro è completato dal richiamo alla promozione del diritto alla domiciliarità delle cure e dei sostegni socio-assistenziali. La delega è stata esercitata con il decreto legislativo 62/2024.