di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Di fronte all’ennesima giovane vita spezzata, un operaio di 34 anni precipitato da un’altezza di nove metri mentre era a lavoro in un oleificio a Barletta e deceduto, poi, al Bonomo di Andria nel reparto di rianimazione, è necessario tornare ancora una volta – non ci stancheremo mai! – a parlare di sicurezza sul lavoro, anche in vista della prossima manovra finanziaria, dalla quale ci aspettiamo uno sblocco delle risorse Inail, storicamente vincolate a causa delle regole di finanza pubblica, per destinarle anche a migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro.
Secondo gli ultimi dati Inail, le denunce di infortunio sul lavoro nei primi sette mesi del 2026 sono state 256.471, in aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 del 2025 (+3,7% sul 2024, +2,6% sul 2023, -27,7% sul 2022, +1,0% sul 2021, +7,2% sul 2020, -5,8% sul 2019). Il confronto con i primi sette mesi del 2025 ha evidenziato inoltre un calo delle denunce per decesso (-2,3%).
Sono dati che ci preoccupano. Per quanto riguarda i decessi, sebbene si tratti di un lieve miglioramento, pari a 10 in meno rispetto ai 432 dello stesso periodo del 2025, non è possibile abbassare la guardia. Se, da una parte, è positivo il calo delle denunce mortali, in occasione di lavoro, e quello registrato in Agricoltura (da 64 a 55 casi), così come nella gestione Industria e servizi (da 365 a 362). Al tempo stesso, allarmano gli aumenti in alcuni settori particolarmente esposti: Costruzioni, dove i decessi sono passati da 67 a 76, Servizi di supporto alle imprese da 16 a 28 e Sanità e assistenza sociale da 4 a 11. A livello territoriale, evidenziamo i cali di Basilicata e Umbria (-6), dell’Abruzzo (-4) e del Friuli-Venezia Giulia (-3) e gli incrementi di Emilia-Romagna e Calabria (+5), della provincia autonoma di Trento e della Lombardia (+2).
Non sarà mai troppo né tardi ripetere che è fondamentale potenziare i controlli e l’efficacia degli interventi attraverso l’incrocio delle banche dati e lo stanziamento di risorse a sostegno della formazione e della cultura della sicurezza. La prevenzione deve essere una priorità permanente, soprattutto nei comparti e nei territori dove i dati evidenziano maggiori criticità. noi dell’UGL, finché ci saranno lavoratori che non faranno ritorno a casa, non potremo mai considerarci soddisfatti. La sicurezza sul lavoro deve essere un impegno quotidiano e condiviso, perché nessuna attività produttiva può essere considerata davvero sostenibile se mette a rischio la vita delle persone.