Via libera al decreto attuativo che punta sulla conciliazione lavoro-famiglia

Arriva il decreto interministeriale con le regole per fruire del beneficio contributivo legato all’introduzione di misure di conciliazione nelle aziende. Le ministre Marina Calderone (lavoro e politiche sociali) ed Eugenia Roccella (famiglia) hanno, infatti, dato seguito al provvedimento attuativo della disposizione contenuta nel decreto-legge 62/2026. Nello specifico, l’articolo 6 prevede il riconoscimento di uno sgravio contributivo, pari all’1% dei contributi e fino ad un massimo di 50mila euro, in favore delle aziende delle aziende in possesso della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, sulla scorta di prassi condivise che rimandano alla Uni 192:2026. Per accedere all’agevolazione, il datore di lavoro dovrà dimostrare la capacità di coniugare organizzazione del lavoro e flessibilità, attraverso l’adozione di misure a sostegno della maternità e della paternità, della cura della fragilità in ambito familiare. Fra gli elementi di valutazione, anche la continuità della carriere dopo il congedo e, più in generale, il benessere dei dipendenti. Al momento, non è previsto che tale misure debbano essere contrattate con il sindacato, anche se, viste le materie, si tratta di aspetti che ritornano spesso nella contrattazione di secondo livello. L’esonero è previsto per l’intera durata delle certificazioni (devono essere rinnovate ogni tre anni), comunque fino al 31 dicembre 2028.