I giallorossi affrontano il Fenerbahce (ore 18:45), il Como ospita l’RB Lipsia (21:00)

Dopo Inter e Napoli, stasera tocca a Roma e Como. Al momento, è stato un esordio “sfortunato” per le italiane impegnate in Champions League, con il bottino che recita due sconfitte su due, l’ultima delle quali maturata ieri al Maradona. La squadra di Massimiliano Allegri ha perso infatti il confronto con l’Arsenal, vice campione d’Europa. Decisiva la rete di Odegaard al minuto 75 di una partita divertente. Tante le occasioni per gli inglesi. «Secondo me abbiamo fatto una buona prova contro una delle squadre più forti d’Europa. Ci dispiace perché è la terza sconfitta, ma dobbiamo tenere gli aspetti positivi senza demoralizzarci, ci sta essere dispiaciuti e arrabbiati. Non ci possiamo rimproverare nulla, lo spirito è quello giusto e se difendiamo così è difficile farci gol», ha commentato Allegri, intervenendo a margine del match. Tra poco è il turno di Roma e Como, rispettivamente in campo contro il Fenerbahce – in trasferta – e l’RB Lipsia – in casa. L’allenatore dei giallorossi, Gian Piero Gasperini, è pronto a schierare Molina (sulla destra) a partire dal primo minuto. Da sciogliere il nodo sulla trequarti, scegliendo uno tra Mora e Soulé. I turchi, che devono fare a meno di Guendouzi, squalificato, scommettono sulla coppia Akturkoglu e Greenwood, a supporto di Muriqi. Parlando in conferenza stampa alla vigilia dell’incontro, Gasperini ha chiesto ai suoi giocatori di «non snaturarsi»: «Anche se questa è una competizione molto importante, incontriamo i club migliori di ogni campionato, dovremo essere bravi a credere nella nostra mole di lavoro, nel nostro modo di giocare». E il Como, al suo esordio in Champions League, un traguardo oggettivamente impensabile fino a pochi anni fa? La squadra di Cesc Fabregas arriva a questo appuntamento dopo un buon avvio in campionato, segnato da due vittorie e un pareggio. Si tratta di «una partita da vincere come le altre, spero non ci sia leggerezza. Loro sono una grande squadra, ma siamo pronti», ha assicurato Fabregas in conferenza stampa, concedendosi poi una battuta per smorzare la tensione che fisiologicamente caratterizza le ore precedenti a un impegno così importante: «Io non ricordo neanche l’ultima mia partita. Quando è stato? Sembrano passati 50 anni, sto invecchiando».