di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Ragione e sentimento. L’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, ieri dalle colonne del quotidiano tedesco Die Zeit, ha commentato la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt descrivendosi, in qualità di membro della Cdu, con «il cuore a pezzi» o «sanguinante».
La soluzione da lei prospettata per il futuro è «un approccio diverso alla comunicazione per raggiungere meglio la popolazione e spiegare i progressi in modo più efficace». L’ex cancelliere sostiene che una comunicazione «personalizzata» o, ancora, che «parlare individualmente con i cittadini è diventato ancora più importante», anziché affidarsi unicamente all’idea di un «cordone sanitario» politico. Vero, i “cordoni sanitari” stanno fallendo ovunque, quelli che ancora restano in piedi sono in via di demolizione, mentre è da ritenersi difficile, se non pericoloso, «parlare individualmente» ai cittadini o «personalizzare» la comunicazione politica. Da sindacalista, prima di tutto, dissento dall’idea che il “problema estremismo” nasca da un’inefficace comunicazione e che una comunicazione «personalizzata» (forse più umana?) possa essere la soluzione del cosiddetto male. Merkel si è detta, inoltre, fortemente preoccupata dal fatto che i sentimenti e le emozioni stanno sostituendo la centralità dei fatti oggettivi nel dibattito pubblico, definendo questa tendenza un «regresso della civiltà».
Diciamolo subito, Merkel e la sua ultima dichiarazione sono la rappresentazione plastica di come i vari “centrisinistra” siano riottosi a fare i conti con la storia e nel procedere, quando è il caso, ad un sereno e doloroso, certo, mea culpa. Infatti, sarebbe stato più efficace se il sanguinamento del cuore di Angela fosse dipeso, più che dalla vittoria di Afd, dalla strage di posti di lavoro e di stabilimenti nell’Automotive in tutta l’UE nonché dagli anni di conflitto in essere tra Ucraina e Russia per ragioni non solo politiche o territoriali, ma anche per scelte discutibili compiute da Germania e Ue nelle varie questioni relative alla politica energetica. Tutti a prendersela con il sovranismo, ma se oggi la Germania, l’Italia e l’Europa potessero godere di un sovranismo o di un’indipendenza (termine più neutro) energetica non staremmo a contare asset industriali in declino, crisi industriali, posti di lavoro in fumo e il potere di acquisto degli stipendi d’Europa progressivamente eroso.
Vorrei, infine, consigliare alla Merkel di aggiornarsi con le neuroscienze: nell’essere umano ragione e emozioni non sono separati, ma profondamente interdipendenti. Le emozioni sostengono la ragione a scegliere tra varie opzioni e la ragione sostiene la validità dell’emozione/sentimento.
Dunque, a futura memoria, anche del centrosinistra o del campo largo italiano: non si vota solo di pancia, per una carezza sulla testa o solo di testa; non si dà il voto solo per un’efficace comunicazione. Si vota per le proposte serie, per idee e ideali e per la possibilità, che deve apparire la più concreta, di un futuro migliore.