Call center, Labriola: «100 mila posti di lavoro a rischio nei prossimi 18 mesi»

Una previsione da fare tremare i polsi. «Nella filiera dei call center ci sono 100mila persone che rischieranno un posto di lavoro nei prossimi 18 mesi». Sono parole non di un sindacalista ma del ceo di Tim e presidente di Asstel, Pietro Labriola, espresse ieri nel corso dell’evento della Lega alle Officine Farneto. La soluzione ci sarebbe anche. «Che cosa possiamo fare per aiutare in questo contesto? Nei prossimi 5 anni dovremo digitalizzare il cartaceo, le cartelle sanitarie e la giustizia: c’è lavoro per 5-10 anni. Quando Consip fa un bando di gara per la digitalizzazione, deve dividerla in due: da una parte la tecnologia; dall’altra parte deve far riferimento a un bacino composto dalle persone dei call center con oltre 50 anni». «Fare bandi che vengono vinti da società che assumono temporaneamente ragazzi di 20 anni per 3-4 anni vuol dire distruggere il nostro futuro». C’è da aspettarsi che l’appello non cada nel vuoto e che, prima di tutto, venga colto da Consip.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio trasmesso su Canale 5 durante “Forum” oggi ha dichiarato che l’intelligenza artificiale «è una sfida che questo governo ha messo al centro della propria azione, è stata una priorità della nostra presidenza del G7 con la storica presenza di Papa Francesco e oggi l’Italia è tra le prime nazioni d’Europa ad aver approvato una legge organica sull’intelligenza artificiale» che «porta con sé delle potenzialità straordinarie», ma «anche enormi rischi». Meloni non ha dimenticato di ricordare «le pesanti conseguenze che si rischiano sul mercato del lavoro, perché questa rivoluzione a differenza di tutte le altre sostituisce l’uomo non nel lavoro fisico, ma nell’intelletto e rischia di spazzare via decine di milioni di posti di lavoro, concentrando sempre di più la ricchezza in poche mani», ha ricordato.
Un’altra speranza, come ha indicato il segretario nazionale UGL Telecomunicazioni, Stefano Conti, è che «aziende come ENEL e Poste Italiane, alla luce dei bandi di gara in essere e prossimi ad uscire, per il loro ruolo strategico e per la partecipazione pubblica, in virtù della loro responsabilità sociale, siano di esempio ed evitino di diventare l’apripista di processi che possono produrre esuberi attraverso automazione e AI».