Ieri l’incontro con il primo ministro del Belgio, Bart De Wever. «Lo spazio Schengen si preserva solo se si difendono i confini esterni dell’Unione»

Caro energia e flussi migratori. L’incontro di ieri a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro del Belgio, Bart De Wever, è stato l’occasione – oltre che per ribadire i rapporti economici tra i due paesi – per sferzare l’UE su alcuni spunti, ormai non più rinviabili. Nell’ambito del confronto sulle principali crisi in atto, dall’Iran alla guerra in Ucraina, i due leader hanno concordato – ha spiegato Meloni durante le dichiarazioni alla stampa – «che il prossimo Consiglio europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, i temi del costo dell’energia, che debba farlo anche con più coraggio e con maggiore concretezza». «Insieme – ha poi ricordato – animiamo un tavolo di Stati membri, si dice like-minded, cioè che hanno le stesse posizioni, in materia di competitività», anche con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con il quale «siamo d’accordo sulla necessità di convocare questo tavolo prima del prossimo Consiglio europeo». Convergenza con De Wever anche sul capito flussi migratori. Dopo un’estate definita «molto movimentata» e «che chiama ancora una volta in causa la capacità europea di rispondere su questa materia, di rispondere alle crisi», Meloni ha rimarcato di rimanere «fermamente convinta che sia possibile preservare nel migliore dei modi lo spazio Schengen solo se si difendono i confini esterni dell’Unione, solo se tutti gli Stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e nella lotta all’immigrazione clandestina di massa».