E sulla manovra: «Se devo scegliere tra chiedere un sacrificio ai pensionati e chiedere un sacrificio ai banchieri, non ho dubbi su dove andare»
Matteo Salvini conferma la contrarietà della Lega all’ipotesi ballottaggio nell’ambito della riforma elettorale. «Abbiamo firmato un accordo sulla legge elettorale che prevede le liste, prevede le preferenze, basta. Chiedere ai cittadini di tornare a votare dopo quindici giorni, anche no. Si vota in un giorno, chi vince vince e governa per cinque anni, chi perde perde. Non sento la necessità di ballottaggi», ha dunque affermato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a margine di un sopralluogo al comando di Stazione dei Carabinieri di Roma-Alessandrina. Come riportato dalle agenzie di stampa, Salvini ha sostenuto che chiederà agli alleati di non votare l’emendamento Pera per l’introduzione del ballottaggio, ma ha anche aggiunto che non ci sono spaccature nella maggioranza al riguardo e che «la legge elettorale occupa pochissimo tempo delle mie giornate». Salvini ha poi parlato della manovra, definita «fondamentale», aggiungendo che «io rispetto anche in maggioranza alcuni alleati che dicono che ad esempio non bisogna chiedere un euro in più alle banche», ma «penso che occorra chiedere alcuni miliardi di euro alle banche, visti gli utili che stanno facendo, che non hanno precedenti nella storia». «Perché – ha osservato – se devo scegliere tra chiedere un sacrificio ai pensionati e chiedere un sacrificio ai banchieri, non ho dubbi su dove andare».