Escalation russa in Europa. Von der Leyen: «Pronti a rispondere»

La tensione si fa molto alta in Europa e l’accusa molto grave, e preoccupante, che la Germania ha rivolto pubblicamente alla Russia lascia spazio a poche illusioni. «Non ci fermeremo finché la Russia non smetterà di uccidere e bombardare uomini, donne e bambini innocenti in Ucraina», ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un punto stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte prima del loro incontro a Bruxelles. «Abbiamo visto una nuova escalation sul suolo dell’Unione europea che è direttamente attribuita alla Russia e fa parte di un modello più ampio, che è una maggiore incidenza, incursioni ripetute sui nostri spazi aerei, tentativi di paralizzare i nostri aeroporti con dei droni, attaccare le nostre infrastrutture critiche. Gli europei si trovano di fronte ad una verità dura, ovvero che questa è la nuova norma», ha detto.
La Russia, infatti, è «responsabile» del drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia rivenuto il 4 agosto: questa l’accusa proveniente dal ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, che, nel corso di una conferenza stampa, ha così ufficialmente indicato quale responsabile la Russia del tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia. Dobrindt ha denunciato che «i mezzi utilizzati per compiere l’atto» di sabotaggio a Lipsia «ci sono noti da altre operazioni ibride condotte dalla Russia e dalla sua guerra contro l’Ucraina». Si tratta, dunque, di un’accusa ufficiale da cui non si può tornare indietro. Ovviamente non si tratta di un episodio isolato, in quanto «il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia del 4 agosto rientra nel consolidato schema delle operazioni ibride russe in Europa». Le operazioni o attacchi ibridi da parte della Russia si sono sostanziati in centinaia di incidenti, tra i quali sabotaggi, attacchi informatici e disinformazione. «Non escludo anche che possano esserci tentativi da parte della Federazione russa di interferire nella vita democratica dei paesi dell’Unione Europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri paesi cercando di condizionare con questa attività di guerra ibrida la volontà popolare e questo sarebbe veramente inaccettabile», ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Chi non ha fino ad oggi creduto alle guerre ibride, dovrà ricredersi.