Circa 856mila addetti, con un’altissima percentuale fra gli under 34 anni

Il mondo del no profit continua a crescere in maniera esponenziale, in particolare fra le giovani generazioni. L’economia sociale, di cui si è molto parlato anche nel corso del Meeting di Rimini, dove erano presenti, fra gli altri, i rappresentanti delle case editrici di Cisl e Ugl, conferma una propria centralità nel sistema Paese. Secondo i numeri prodotti dalla Fondazione Terzjus, nel terzo settore lavorano circa 856mila persone, con il dato riferito al 31 dicembre 2025. Rispetto al 2019, l’incremento è del 25,3%, pari a 173mila posizioni in più. Al 15 agosto scorso, le imprese sociali iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore erano quasi 22mila, con circa 30mila enti su quasi 152mila con almeno un dipendente. Circa un terzo degli addetti ha un’età inferiore a 34 anni. Fra gli aspetti negativi, vi è però il calo delle persone che svolgono attività di volontariato in maniera organizzata e continuativa. Rispetto a dieci anni fa, si è registrata una contrazione di quasi un milione di persone, con il calo maggiore che si è concentrato nella fascia di età fra i 45 e i 64 anni. Di fatto, si è registrato uno spostamento, se è vero che la fascia più attiva è quella dei pensionati. Il volontariato si riduce anche fra i giovani, seppure con una intensità inferiore rispetto ad altre fasce di età. Crescono le interazioni sociali online che, però, sono cosa diversa rispetto al volontariato vero e proprio.