A livello europeo il nostro Paese è tra i meno colpiti dal fenomeno

In Italia almeno 249 persone hanno perso la vita per un’overdose nel 2025, pari a circa cinque vittime a settimana e il 7,8% in più rispetto al 2024, quando i decessi furono “solo” 231. Lo denuncia il Forum Droghe, rilanciando in occasione della “Giornata internazionale di sensibilizzazione contro l’overdose”, che si celebra oggi, i dati raccolti nella “Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze 2026”. La cocaina, responsabile di un morto su tre, si è rivelata la sostanza più letale, soppiantando per la prima volta l’eroina. Allargando il confronto con il resto dell’Ue, dove si sono verificate almeno 7.589 overdose mortali, il nostro Paese risulta tra i meno colpiti dal fenomeno: nel 2024 in Italia ci sono state circa 0,6 morti ogni 100.000 abitanti tra i 15 e i 64 anni, un dato quattro volte inferiore alla media Ue stimata dall’Euda, l’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe: 2,5 ogni 100.000. Quella italiana è una situazione migliore rispetto ai primi anni Novanta – all’epoca le morti oscillavano tra le 1.500 e le 2.000 unità -, ma che richiede comunque maggiore impegno: quelle da overdose non sono morti inevitabili. «Il tasso italiano più basso rispetto alla media europea non è un regalo del proibizionismo. È il risultato del lavoro svolto dagli anni Novanta dalle unità di strada, dai servizi pubblici e del privato sociale, dai programmi con metadone e dalla distribuzione del naloxone alle persone che usano sostanze. Quella spinta si è però fermata», ha commentato Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe, spiegando che «la riduzione del danno è inserita nei Livelli essenziali di assistenza dal 2017, ma continua a non avere linee guida nazionali e così dipende dal codice postale: presente in alcuni territori, quasi inesistente in altri».