Richieste simili, ma ricette diverse fra i quattro principali sindacati confederali
Cominciano a delinearsi i contorni della prossima manovra di bilancio, anche se, oggettivamente, lo scenario appare ancora troppo fragile da potersi considerare quello definitivo. Del resto, la storia delle manovre finanziarie racconta come, molto spesso, le ipotesi avanzate in estate, poi non hanno trovato spazio a dicembre, al momento dell’approvazione definitiva del testo. La certezza è quella della richiesta di scostamento di bilancio, finalizzata agli investimenti in materia di energia e di difesa. Ciò permetterebbe di liberare risorse da destinare ad altri interventi, venendo così incontro anche alle richieste dei sindacati. Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono la massima attenzione possibile sugli stipendi. I toni delle quattro sigle sindacali, però, sono profondamente diversi. Cisl e Ugl ricordano quanto già ottenuto finora sul versante dell’Irpef e della valorizzazione della contrattazione collettiva nazionale e di produttività, misure che, messe insieme, pesano per venti miliardi di euro all’anno, mentre la Cgil, nonostante la sostanziale smentita dell’Ufficio parlamentare di bilancio, insiste sul presunto mancato recupero del fiscal drag. Fra le novità che potrebbero esserci nella prossima legge di bilancio, la revisione del secondo scaglione Irpef, con innalzamento della soglia da 50mila a 60mila euro. Sindacati ed enti locali chiedono risorse per la gestione dei servizi sociali.