Mosca: no a proposta Zelensky su zona economica libera
«Questa guerra deve finire». Non ha usato mezzi termini il segretario per i rapporti con gli Stati del Vaticano, monsignor Paul Richard Gallagher, incontrando i giornalisti con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, al termine del colloquio che hanno avuto oggi a Mosca. Se Gallagher ha sottolineato che la Santa Sede continuerà a offrire «sostegno diplomatico e uno spazio per il dialogo» tra le parti, dal lato di Mosca non sembrano emergere particolari spiragli. Soprattutto dopo le recenti decisioni prese nell’ambito della coalizione dei Volenterosi, che si è riunita ieri, su un maggiore aiuto militare a Kiev e l’avvio di esercitazioni, previsto nei prossimi mesi. Una possibilità che il Cremlino, tramite il portavoce Dmitri Peskov, ha definito «inaccettabile». «Abbiamo ripetutamente ribadito la nostra posizione a vari livelli. Il dispiegamento di contingenti militari stranieri di Stati membri dell’Alleanza atlantica sarebbe per noi inaccettabile», ha affermato Peskov, citato dalle agenzie russe. E quanto alla proposta di pace del leader ucraino, Volodymyr Zelensky, di istituire una zona economica libera sotto il controllo di paesi terzi, relativa ai territori contesi in Ucraina, Peskov ha ribadito che la posizione di Mosca al riguardo è che «il Donbass è un territorio della Federazione Russa, una regione della Federazione Russa e difficilmente un terzo paese può occuparsi della gestione delle regioni della Federazione Russa».