Resta centrale la corretta individuazione della legislazione sociale da applicare

In una Europa sempre molto interconnessa, con le grandi aziende multinazionali che operano in più Paesi, è importante avere piena contezza delle novità normative che riguardano l’impiego di manodopera all’estero. Le istituzioni europee sono intervenute, modificando il regolamento base del 2004, il numero 883 che disciplina l’impiego di personale in più Stati diversi. La regola principale è che trova applicazione la legislazione sociale dello Stato di residenza del dipendente, laddove venga svolta una parte sostanziale di lavoro (almeno 25%), con alcune differenziazioni in caso di presenza di lavoro autonomo. Una delle modifiche introdotte va a disciplinare il caso nel quale la persona lavora in un Paese, come dipendente o autonomo, ma percepisce una indennità di disoccupazione in un altro. L’altra vera novità è l’indicazione di un limite temporale: se il testo originario non prevedeva scadenze, con le modifiche apportate viene individuato un termine massimo di 24 mesi. Durante questo periodo, si applica, quindi, la legislazione sociale di riferimento, secondo le regole indicate dal regolamento stesso. Passati i 24 mesi, viene effettuata una nuova valutazione della correttezza della legislazione sociale applicata; si tratta di un principio a tutela del lavoratore, ma anche degli istituti di previdenza e di assicurazione nazionali, visti i differenti livelli di contribuzione previdenziale.