Avrebbero sbagliato le diagnosi. Burioni: «L’unica armatura era il vaccino»

Nessun «errore dei medici, contro quel veleno gli antibiotici in ospedale non bastano. L’unica armatura era il vaccino. La difterite decide la sorte del paziente molto presto, prima dell’arrivo in ospedale. Uccide con la tossina che il batterio produce nella gola e che il sangue distribuisce agli organi. La tossina entra dentro le cellule e le uccide». Così il virologo Roberto Burioni in riferimento alla decisione dei genitori di Anna Rosa – la bimba di quattro anni morta lo scorso 19 agosto per difterite (la conferma ufficiale del contagio è stata data il 23 agosto dall’Istituto Superiore di Sanità – di sporgere denuncia contro i medici che hanno assistito la piccola prima del decesso. Secondo la famiglia, spiega il legale della famiglia, citato da Today.it, „alla piccola sarebbero state diagnosticate patologie errate da parte dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Cervello, in seguito alle quali la bambina avrebbe subito cure mediche inadeguate e interventi chirurgici invasivi, che avrebbero finito per peggiorare le già gravi condizioni di salute della bambina, causando la morte della piccola». Nel frattempo gli stessi genitori di Anna Rosa sono stati iscritti al registro indagati per omicidio colposo, con lo scopo di accertare perché la figlia non sia stata vaccinata contro la difterite. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbero una quarantina le persone in chemioprofilassi antibiotica dopo il decesso della bambina.