Oggi a Kiev la riunione dei Volenterosi 

È un’Ucraina ferita in profondità e logorata dal lungo periodo di guerra quella che oggi ha celebrato i 35 anni di indipendenza, dalla separazione, cioè, dall’allora Unione Sovietica. «L’Ucraina sarà uno Stato indipendente per sempre, su questo non c’è dubbio. Gli ucraini non saranno mai ciottoli per gli stivali dello zar, non accetteranno ciò in cui non credono e non rinunceranno mai al loro sogno di vivere liberi», le parole pronunciate dal presidente Volodymyr Zelensky, il quale arriva all’appuntamento segnato dalle dinamiche di politica interna, con l’ex ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, che continua a chiedere le elezioni nonostante il conflitto ancora in corso con la Russia. L’importanza simbolica della giornata è anche il pretesto per una nuova riunione della coalizione dei Volenterosi, che oggi vede impegnato il premier britannico Andy Burnham a Kiev, al suo primo viaggio all’estero dall’ingresso a Downing Street. «Da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza, ma ha fallito, le sue azioni l’hanno rafforzata. Siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI», ha sottolineato Burnham. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ricordato su X che «mentre celebra 35 anni di indipendenza, continuiamo a essere al fianco dell’Ucraina». «L’Ucraina – è l’obiettivo espresso oggi da Zelensky – vuole assolutamente la pace, ma non è pronta semplicemente ad arrendersi».