Terremoto Centro Italia 2016, oggi l’anniversario. Ma con «un grande lavoro di squadra» rinascere si può. Il bilancio di allora: 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati. Gara di solidarietà degli italiani
Oggi, lunedì 24 agosto, è il giorno del ricordo, di un ricordo tragico: dieci anni fa, nel 2016, alle ore 3.36, una scossa di magnitudo 6.0 colpisce il Centro Italia e, in particolare, i Comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP). Una delle sequenze sismiche più complesse, estese e distruttive della storia dell’Appennino centrale, coinvolge tanti Comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo; ulteriori sequenze sismiche seguono fino agli inizi del 2017. Amatrice, in provincia di Rieti e uno dei “Borghi più belli d’Italia”, viene quasi interamente rasa al suolo, diventando così simbolo della devastazione. Il bilancio totale parla da sé: in totale 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati. Nel ricordo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, «i volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza». Oggi, dopo dieci anni, amatrice e gli altri Comuni si trovano sulla soglia della rinascita. «Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016», afferma il premier Giorgia Meloni sui social, «in questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata», sottolinea. «Sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio: come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino centrale», conclude Meloni.