Importante chiarimento da parte del Ministero della giustizia sui ricorsi

Arriva un importante chiarimento da parte del Ministero della giustizia. In tutti i casi di ricorso nei confronti dell’Inps o di una delle Casse di previdenza, il cittadino ricorrente dovrà versare sempre e soltanto il contributo unificato di 43 euro, a prescindere dalla motivazione del ricorso stesso. Il contributo unificato, secondo l’interpretazione degli esperti del Ministro Nordio, contenuta all’interno della nota 150710/2026, è collegato alla materia, che è previdenziale, e non tanto alla motivazione del ricorso che può essere, ad esempio, contro una cartella esattoriale o un avviso di addebito. Si tratta di un chiarimento che ha effetti molto importanti, considerando che finora il contributo è stato calcolato in rapporto al valore della causa. 43 euro erano da versare per cause fino ad un valore di 1.100 euro, con gli importi destinati a salire rapidamente: da 98 euro per cause fino a 5.200 euro a 1.686 euro per quelle con valore superiore a 520mila euro. Il contributo unificato è previsto per tutte le controversie in materia di lavoro, sia pubblico che privato, di previdenza e di assistenza, con applicazione anche alle relative procedure esecutive, mobiliari e immobiliari. La decisione è destinata ad avere un impatto molto significativo, considerando, in media, quasi la metà delle cause civili pendenti annualmente nel nostro Paese hanno fra le parti in giudizio l’Inps o una Cassa previdenziale.