Previsti 3.500 ingressi in diverse amministrazioni, sia centrali che locali

Con la pubblicazione in gazzetta ufficiale alla vigilia di Ferragosto, è arrivato l’ultimo via libera al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che autorizza 3.500 assunzioni nella pubblica amministrazione. Il Dpcm, che è datato formalmente 2 luglio, autorizza le diverse amministrazioni ad avviare le procedure di reclutamento del personale. Si tratta di una disposizione ordinaria, per cui le assunzioni sono ancora strettamente connesse alle regole sul turn-over. Di conseguenza, le assunzioni sono possibili tenendo conto delle cessazioni intercorse nell’anno precedente più gli eventuali non resti non impiegati in precedenza in un arco temporale non superiore ai cinque anni. Una procedura evidentemente complessa, ma che è resa immediatamente intellegibile grazie alle tabelle allegate nel provvedimento stesso. Più di mille assunzioni sono previste nel Ministero dell’interno e nell’Agenzia delle entrate, mentre il dicastero della cultura sfiora le 500 unità; a seguire altri enti, compresi Inps e Consiglio di Stato. Sotto l’aspetto procedurale, le amministrazioni potranno indire un nuovo concorso, procedere con la mobilità, scorrere eventuali graduatorie esistenti e valide, favorire la progressione di carriera. Quale che sia la procedura adottata, essa dovrebbe concludersi entro il 31 dicembre prossimo con la relativa comunicazione alla Funzione pubblica e al Ministero dell’economia.