Nel 2023, ultimi dati disponibili, registrata una sostanziale stabilità

Secondo le ultime rilevazioni dell’Eurostat, su dati del 2023, mostrano come la spesa pubblica per l’istruzione nell’Unione europea sia rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, rimanendo pari al 4,7%. Un dato però che si mostra in calo rispetto al 5% del 2020, quando è stato toccato il livello più alto dall’inizio delle rilevazioni (nel 2012). A livello paese, il livello più alto è stato registrato in Svezia, con il 6,8%, seguita da Finlandia (6,3%), Belgio (6,2%) e Danimarca (6,1%). Al contrario, la quota più bassa è stata rilevata in Romania, con il 3,0%. Valori inferiori al 3,9% sono stati registrati anche in Croazia (3,1%, dato riferito al 2022), Grecia (3,3%), Malta (3,4%) e Ungheria (3,6%). L’Eurostat spiega poi che il finanziamento dell’istruzione nei Paesi dell’Ue proviene soprattutto dai governi, mentre le famiglie e altri soggetti privati hanno un ruolo minore. Nel 2023, la quota di spesa pubblica variava dal 64% della Grecia al 94,8% del Lussemburgo. La spesa complessiva per l’istruzione è stata destinata soprattutto all’istruzione primaria e secondaria di primo grado, che ha rappresentato il 40,5% del totale. Seguono l’istruzione terziaria, con il 26,3%, e quella secondaria superiore e post-secondaria non terziaria, con il 21,2%. Anche la spesa media per studente presenta forti differenze: nella maggior parte dei Paesi si colloca tra 3.754 euro della Bulgaria e i 15.323 euro della Danimarca, mentre il Lussemburgo raggiunge 27.531 euro. La Romania registra invece il valore più basso, con 2.775 euro.