Cancellato un lungo oblio
Sarà stata vergogna, saranno stati gli anni che passano, comunque sia, la disumana tragedia di Marcinelle è scivolata piano piano in secondo e terzo piano, un ricordo sempre più sbiadito dei reduci di quelle lunghe stagioni in Belgio (non a caso, il ricordo più vivo è fra i migranti di ritorno, soprattutto in Abruzzo a Manoppello). A riaccendere il testimone, è stato Mirko Tremaglia che, tenacemente, da Ministro per gli italiani nel mondo, ha voluto che l’8 agosto diventasse la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel Mondo con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri datato 1° dicembre 2001. In molti ricordano quel primo volo da Pratica di mare dell’8 agosto del 2002. Come un seme piantato, quell’iniziativa ha riacceso un faro su Marcinelle e sul Bois du Cazier, quasi in stato di abbandono come la Charleroi dei primi anni del nuovo millennio. L’Ugl è fra le prime sigle sindacali ad abbracciare la causa portata avanti da Tremaglia, inviando ogni volta una delegazione al massimo livello possibile, con la presenza del segretario generale, Paolo Capone, e, fra gli altri, del responsabile per le relazioni internazionali, Gian Luigi Ferretti. Un lento riannodare i fili della memoria. Nel 2021, l’Ugl installa nel sito 262 sagome bianche, riportanti ognuna il nome di uno dei minatori morti nella tragedia. L’anno dopo, la regina madre del Belgio, Paola Ruffo di Calabria, è a Marcinelle a chiudere una pagina amara che si era aperta il 28 agosto del 1956 con la visita dell’allora regina madre Elisabetta. L’anno dopo anche il presidente Sergio Mattarella rende omaggio ai caduti di Marcinelle. La storia recente è quella che porta all’istituzione della Giornata europea delle vittime sul lavoro. Il 24 luglio 2024, il rappresentante dell’Ugl in seno al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, Fiovo Bitti, chiede al presidente Renato Brunetta di farsi promotore di una azione nei confronti delle istituzioni europee. Brunetta pubblica un lungo editoriale sul Corriere della Sera, sostenendo, a ragione, la tesi che l’Europa sociale è nata proprio l’8 agosto del 1956; contemporaneamente, coinvolge le istituzioni europee, ad iniziare dalle presidenti Ursula von der Leyen e Roberta Metsola, e italiane, in particolare il vice premier Antonio Tajani. La proposta viene raccolta da tre europarlamentari di diversa estrazione politica, Antonella Sberna, Pina Picierno e Massimiliano Salini, che traducono il tutto in una raccomandazione, poi votata, praticamente all’unanimità dal Parlamento europeo. L’annuncio ufficiale della Commissione europea arriva il 22 luglio.