Innovazione, investimenti e formazione per fare dell’IA una leva di crescita economica e occupazionale
di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’intelligenza artificiale sta modificando il modo di produrre e creare valore. Per l’Europa e per l’Italia questa trasformazione non può essere affrontata con un approccio esclusivamente difensivo, concentrato sulla gestione del rischio e sull’aumento degli adempimenti. Tutela e sicurezza sono imprescindibili, ma devono procedere insieme all’innovazione e alla competitività. Se l’AI Act rappresenta un passaggio importante perché definisce regole comuni e garanzie per un uso responsabile dell’intelligenza artificiale, la regolamentazione, però, non può diventare un ostacolo allo sviluppo, perché una eccessiva complessità normativa potrebbe rallentare gli investimenti e l’adozione delle nuove tecnologie, ampliando il divario con i grandi player extraeuropei, soprattutto statunitensi e asiatici, che possono contare su risorse molto superiori e minori limitazioni. L’Europa deve quindi trasformare le regole in una leva di sviluppo, sostenendo ricerca, investimenti e occupazione di qualità, applicando, anche in questo campo, il proprio modello sociale. L’AI deve essere uno strumento al servizio del lavoro, della produttività, della sicurezza e della qualità dei processi, non un fattore di marginalizzazione. Per l’Italia in particolare questa prospettiva è strategica dato il nostro modello industriale, fondato su manifattura avanzata, PMI, filiere produttive e competenze tecniche. Per favorire questo processo positivo servono politiche industriali mirate, investimenti e formazione continua, accompagnando lavoratrici e lavoratori nei cambiamenti professionali e organizzativi. È inoltre indispensabile semplificare il quadro normativo, evitando che gli oneri burocratici penalizzino le realtà produttive più fragili. Innovazione e tutela non sono alternative: devono rafforzarsi reciprocamente. Come Ugl riteniamo necessario un patto tra istituzioni, imprese e parti sociali per governare l’innovazione, tutelare l’occupazione e rendere protagonista il modello industriale italiano. Governare l’intelligenza artificiale significa orientarne lo sviluppo verso la crescita economica e la qualità del lavoro. L’Italia possiede competenze e un patrimonio industriale che possono renderla protagonista. Occorre una regolazione che protegga senza soffocare e una politica industriale capace di accompagnare l’innovazione, trasformandola in un’opportunità concreta di sviluppo e occupazione.

Marcinelle

L’Ugl presente come sempre alle commemorazioni. Quest’anno, per il 70esimo dall’incendio della miniera di Bois du Cazier, si svolgeranno due eventi: oggi un incontro di approfondimento con i massimi vertici delle istituzioni e del sindacato italiano, domani la cerimonia ufficiale. La Meta Sabato dell’8 agosto sarà interamente dedicata alla memoria ed alle iniziative su Marcinelle, a partire dall’istituzione della Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro.