Cresce l’interesse verso l’introduzione di forme di partecipazione

Il consueto monitoraggio del Ministero del lavoro sui contratti di produttività sottoscritti in ambito aziendale o territoriale evidenzia il crescente interesse verso le misure di welfare aziendale, oggi presenti in 10.233 contratti collettivi su un totale di 15.565 unità, l’85,8% dei quali a carattere aziendale. Al primo posto, però, rimangono sempre i contratti collettivi finalizzati all’incremento della produttività, con 12.806 contratti attivi a luglio. Rispetto ai precedente monitoraggio, cresce la quota di accordi collettivi, in totale sono 1.381, che prevedono un piano di partecipazione. Si ricorda che il deposito del contratto collettivo non è, di per sé, obbligatorio, ma soltanto attraverso il deposito le parti possono accedere ai benefici di legge previsti. Al momento, i lavoratori e le lavoratrici del solo settore privato, coperti dalle intese, sono oltre 4,2 milioni in totale, con un premio medio pari a 1.815 euro, in crescita, rispetto a dicembre 2025, di 210 euro. Vista la tendenza e la forte attenzione dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl in ambito aziendale, è ipotizzabile una ulteriore diffusione di questi strumenti fin dai prossimi mesi. Del resto, l’appetibilità è tanto, considerando che da gennaio, si applica al dipendente l’aliquota sostitutiva dell’1% su un tetto massimo di 5mila euro lordi. Agevolazioni fiscali sono riconosciute pure al datore di lavoro.