di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Il contrasto al caporalato richiede interventi strutturali che vadano oltre la, pur necessaria, attività repressiva e, in questa prospettiva, il piano straordinario pluriennale per la realizzazione di alloggi destinati ai lavoratori stagionali in agricoltura, approvato dal Consiglio dei Ministri di ieri e inserito all’articolo 8 del Dl Pa, rappresenta un tassello significativo di una strategia che punta a rimuovere una delle principali cause che favoriscono lo sfruttamento lavorativo. La previsione di uno stanziamento di 150 milioni di euro, affidato al Commissario straordinario Giovanni Maria Macioce, insieme alla proroga della struttura commissariale fino al 31 dicembre 2029, testimonia la volontà del Governo di rafforzare un’azione già avviata e di darle continuità nel tempo. L’obiettivo di recuperare edifici pubblici dismessi e strutture rurali inutilizzate per destinarli a soluzioni abitative dignitose costituisce una risposta concreta a una delle criticità che caratterizzano il lavoro agricolo stagionale. Il fenomeno del caporalato, infatti, non si esaurisce nell’intermediazione illecita della manodopera, ma si alimenta anche del controllo esercitato sui servizi essenziali, a partire dai trasporti e dagli alloggi, determinando condizioni che alterano il corretto funzionamento del mercato del lavoro e favoriscono forme di concorrenza sleale ai danni delle imprese che operano nel rispetto delle regole. Intervenire sul versante abitativo significa quindi sottrarre uno degli strumenti attraverso cui prosperano sfruttamento e illegalità. Positiva è anche la scelta di valorizzare progetti già predisposti e rimasti esclusi dai precedenti finanziamenti del Pnrr, evitando di disperdere progettualità già disponibili e accelerando la realizzazione degli interventi. L’efficacia del piano dipenderà ora dalla capacità di tradurre rapidamente le risorse stanziate in opere concrete, assicurando tempi certi e procedure amministrative snelle. La recente chiusura della tendopoli di San Ferdinando, nel reggino, con lo spostamento dei lavoratori stagionali e migranti in moduli abitativi sicuri, rappresenta un segnale importante, che dovrà essere accompagnato da misure permanenti che impediscano il riprodursi di situazioni analoghe. Come Ugl riteniamo che la lotta al caporalato debba fondarsi su un approccio integrato, nel quale controlli efficaci, semplificazione amministrativa, infrastrutture adeguate e politiche di accoglienza per i lavoratori stagionali concorrano a rafforzare la legalità e la qualità dell’occupazione e, così, il superamento degli insediamenti abusivi diventa parte di una più ampia politica del lavoro volta a coniugare legalità, tutela della dignità dei lavoratori e competitività del settore agricolo. Garantire condizioni abitative dignitose significa rafforzare il mercato del lavoro regolare, sostenere le imprese corrette e promuovere uno sviluppo fondato sulla responsabilità sociale e sul rispetto delle regole.