Energia e difesa, il Governo punta sulla flessibilità europea. Il percorso per consentire all’Italia di chiedere a Bruxelles più margini di bilancio per gli investimenti strategici
L’Italia si prepara a utilizzare uno dei principali strumenti introdotti dal nuovo Patto di Stabilità europeo. Con le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alle Camere, il Governo, partendo da una risoluzione unitaria delle forze di maggioranza, ha chiesto al Parlamento il mandato politico per attivare la clausola di salvaguardia nazionale, che consentirebbe di ottenere una temporanea flessibilità sui conti pubblici, con uno scostamento fino all’1,5% del Pil, per finanziare investimenti prioritari nella sicurezza energetica e nel rafforzamento della difesa. In particolare, il Governo intende impiegare lo 0,6% del Pil per consolidare il sistema energetico nazionale, riducendo le vulnerabilità emerse negli ultimi anni, mentre lo 0,9% sarebbe destinato al potenziamento delle capacità di difesa, in linea con il mutato scenario geopolitico europeo e con gli impegni assunti in ambito internazionale. Il voto parlamentare rappresenta il primo passaggio di una procedura che proseguirà nelle prossime settimane con la richiesta formale alla Commissione europea. Se Bruxelles approverà il piano, il provvedimento tornerà in Parlamento in autunno per l’autorizzazione definitiva allo scostamento di bilancio. L’iniziativa conferma la volontà dell’Esecutivo di utilizzare gli strumenti di flessibilità previsti dalle nuove regole europee per sostenere gli interventi a maggiore carattere strategico nel contesto internazionale odierno. Una scelta che punta a rafforzare la competitività del Paese, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la capacità di affrontare le sfide internazionali, mantenendo al tempo stesso il confronto con il Parlamento e il rispetto delle procedure comunitarie.