«Prima accordo su Hormuz, poi su denuclearizzazione»
Dallo Studio Ovale, il presidente statunitense, Donald Trump, parla di un’ultima chance «prima della decapitazione». Della volontà, cioè, di concedere all’Iran un’ulteriore possibilità. «Mi hanno chiamato e mi hanno detto: per favore non attaccateci, faremo un accordo. Questa è la verità e lo sanno tutti», ha sostenuto Trump, ripreso dai media americani. Ma il “gioco delle parti” vuole che da Teheran arrivino smentite sulle ricostruzioni dell’inquilino della Casa Bianca, secondo il quale «per qualche ragione, quando stanno trattando, non amano dire che stanno trattando». Mentre sullo Stretto di Hormuz un’intesa potrebbe essere vicina, più complicati potrebbero risultare i discorsi sulla denuclearizzazione dell’Iran, che – ha sottolineato Trump – è «quello che conta di più». Su Hormuz, stando al New York Times, sarebbe in dirittura d’arrivo una soluzione tra Iran e Oman (ieri il ministero degli Esteri di Teheran ricordava che l’unica trattativa in corso fosse appunto quella con Muscat), ma intanto anche il segretario del Tesoro Usa, Scott Bessent, in un’intervista alla CNBC ha confermato che «c’è la possibilità che si raggiunga un accordo oggi o domani per riaprire lo Stretto e procedere verso una situazione di maggiore normalizzazione in questo conflitto». Su altri fronti della guerra, si registra l’attacco degli Houthi contro l’aeroporto di Najran, in Arabia Saudita, operazione poi rivendicata in un messaggio su Telegram.