Mercato del lavoro più forte, con occupazione in crescita e salari più robusti. È questo, in sintesi, quanto emerge dalla lettura del report Istat che analizza, in maniera integrata, il mercato del lavoro e i relativi redditi prodotti. L’Istituto di statistica, nello specifico, studia il periodo compreso fra il 2019 e il 2024, con l’accortezza, appunto, di bilanciare i due aspetti, abbracciando, di fatto, tre esecutivi (Conte-bis, Draghi e Meloni). Il tasso di occupazione è cresciuto dal 59% al 62,2%, mentre la disoccupazione è scesa dal 10,1% al 6,6%, con l’inattività che si riduce di quasi un punto percentuale. L’occupazione cresce, in particolare, fra i redditi medi, come pure nelle fasce di età comprese fra 35 e 54 anni (tasso di occupazione al 76,7%) e fra i 15-34 anni (tasso di occupazione al 44,9%, con un più 3,2%). Nello stesso periodo osservato, l’occupazione diventa anche più stabile (la quota di contratti a tempo indeterminato sale al 42,3%), mentre si registra una contrazione dei contratti a tempo determinato (-0,5%). Il lavoro autonomo aumenta, soprattutto, nella classe di reddito più elevata. Incrociando i dati relativi alla tipologia contrattuale con quelli legati al reddito, l’Istat quantifica nell’8,8% la sacca di lavoratori a tempo indeterminato in condizioni di povertà, impiegati, per lo più, nel settore dell’agricoltura e, almeno in parte, nelle costruzioni.