Il fronte progressista a rischio implosione dopo le parole del leader M5s. Tajani: «Sinistra italiana dica da che parte sta»
Siamo alle solite. Il “campo largo” rischia di frantumarsi – ancora una volta – su questioni fondamentali nell’attuale scenario internazionale, su tutte il dossier Ucraina. Il leader del M5s, Giuseppe Conte, certo non nuovo a esprimere la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di riarmo dei singoli paesi europei (ma non all’idea di difesa comune) e a nuovi sostegni militari per Kiev, è tornato a ribadire il suo pensiero durante la manifestazione PiazzAsiago. Solo che stavolta ha alzato l’asticella del confronto con gli alleati, indicando nelle primarieper la scelta della leadership della coalizione il momento in cui verrà presa una decisione sull’indirizzo da adottare in materia. Che nella visione di Conte consiste anche nell’imprimere una svolta negoziale con Mosca. Una presa di posizione che ha scatenato diversi malumori, nel Pd – nonostante la segretaria dem, Elly Schlein, ancora non abbia detto la sua al riguardo – e altrove. Chissà che il leader M5s non sia preoccupato dal possibile ritorno in campo di Grillo e Di Battista. Fatto sta che le sue parole hanno generato un inevitabile dibattito, da Renzi a +Europa, passando per il centrodestra. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto sul tema. «Preoccupa – ha scritto su X – l’assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filo-russe di Giuseppe Conte. La sinistra italiana ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature. Se vuole che i russi continuino a martellare case, ospedali e città patrimonio dell’umanità oppure vuole impedire il lancio di missili balistici che possono raggiungere anche le nostre Capitali. Se crede nella libertà oppure no. Se sta con l’Europa o contro l’Europa».