Ceuta, confine spagnolo al collasso: 50mila migranti in 24 ore. Sanchez oggi a Ceuta con il ministro Interni. La Francia “rinforza” le sue frontiere

Molti ancora dibattono sulle cause, fatto sta che a Ceuta, exclave spagnola, quindi europea, sulla sponda africana dello stretto di Gibilterra, migliaia di migranti hanno raggiunto la costa a nuoto dal Marocco. Dati del ministero degli Interni spagnolo: circa 50mila le persone arrivate in 24 ore. Il numero delle vittime sale di ora in ora: il bilancio, a metà giornata di oggi, venerdì 31 luglio, è di almeno 41 morti annegati. Anche il presidente della città autonoma di Melilla, Juan José Imbroda, ha affermato che ieri sera tra le 300 e le 400 persone sono riuscite a entrate dal Marocco, in concomitanza con la crisi a Ceuta, tentativi di ingresso sono avvenuti sia via terra, sia via mare. Il primo ministro socialista, Pedro Sanchez, costretto a raggiungere Ceuta, ha dichiarato: «Quanto accaduto ieri è stato un attacco, una violazione dell’integrità territoriale della Spagna». Ma non è stato accolto con tappeti rossi, è stato contestato. D’altronde, sono state prese d’assalto e scavalcate in massa le alte recinzioni metalliche protettive (la valla), approfittando anche del parziale allentamento dei controlli della polizia marocchina in alcuni settori. Diversi gruppi di migranti hanno lanciato pietre e oggetti contro i veicoli e gli agenti delle forze dell’ordine spagnole che cercavano di contenerne il flusso, mentre quelli che sono riusciti a passare si sono riversati sulle spiagge e nei quartieri interni di Ceuta, essendo andato in totale collasso il centro di accoglienza temporanea (CETI) e costringendo le autorità locali a invocare lo stato di emergenza nazionale. Parchi trasformati in dormitori, case private prese d’assalto. Evidente la fuga dalla povertà di migliaia di giovani che hanno approfittato di un “buco”, che, secondo fonti citate dal quotidiano El Pais, sarebbe stato innescato dall’interpretazione di una sentenza della Corte Suprema, che vieta il rimpatrio di quanti raggiungono la costa a nuoto. Secondo le fonti, questa circostanza sarebbe stata «sfruttata da mafie e organizzazioni criminali» per approfittare della vulnerabilità dei migranti. Vulnerabilità che, però, caratterizza anche i confini, al punto che tra Spagna, Italia, Francia e una parte dell’UE la tensione è ad altissima. «L’Italia valuta la sospensione di Schengen con la Spagna», ha detto, dopo essersi consultato con il ministro dell’Interno, il premier Giorgia Meloni. Le opposizioni italiane hanno subito attaccato il governo italiano e difeso quello spagnolo. Peccato che la Francia ha deciso di rafforzare i controlli alla frontiera con la Spagna, che la Svezia ha “invitato” la Spagna a riprendere immediatamente il controllo della situazione e che il ministro dell’Interno finlandese ha dichiarato che «tutti i Paesi europei devono sostenere la proposta di Meloni. I Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere le frontiere esterne non possono essere membri di Schengen». Si tratta della più grave emergenza nella zona dal 2021, quando oltre 10.000 persone entrarono in appena 48 ore.